CALZATURE E TUTELA DELLA SALUTE DEL CONSUMATORE L’impegno di ANCI attraverso il CIMAC, e non solo
Mentre dalle cronache giungono le notizie di sequestri di partite di calzature di origine extraeuropea contaminate con sostanze tossiche e potenzialmente dannose per la salute del consumatore, si intensifica l’attività di ANCI per impedire l’immissione sul mercato europeo di merci non conformi alle normative UE. Ed è infatti proprio nell’ottica della tutela della salute del consumatore che ANCI, attraverso il Centro Italiano Materiali di Applicazione Calzaturiera - CIMAC, a seguito dell'accordo con l’Associazione Tessile e Salute e con le direzioni competenti del Ministero della Salute, oltre che con l'Istituto Superiore della Sanità, ha collaborato alla redazione di una bozza di progetto di applicazione del REACH (il Regolamento comunitario che riguarda la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione delle sostanze chimiche) correlata ai settori tessile e calzaturiero, che è stata sottoposta alla firma del Vice Ministro con delega alla salute e in via di definizione a breve.
“Siamo in attesa di un riscontro da parte del Ministero – commenta il Presidente dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, Vito Artioli – che speriamo voglia esprimersi favorevolmente perché, sulla base di tale progetto di applicazione, sarà possibile richiedere controlli riguardanti la regolarità dei prodotti importati da paesi extra-UE, e, di conseguenza, potrà essere richiesto da parte dell'Amministrazione Pubblica un riscontro oggettivo dell’effettivo rispetto delle norme che preservano la salute dell’utente finale”.
“Questo significa – continua il presidente di ANCI – che avremo a disposizione uno strumento valido per scongiurare l’esposizione del consumatore a rischi per la salute. Sarebbe più facile contrastare, ad esempio, il verificarsi di casi di contaminazione delle calzature con il dimetilfumarato. Infatti, si è più volte riscontrato che questo agente biocida, nocivo per la salute, è stato utilizzato all’interno degli imballaggi di calzature di provenienza extraeuropea, e soprattutto cinese, per limitare il formarsi delle muffe. L’uso del dimetilfumarato non è consentito per questi scopi in territorio comunitario, e non può quindi trovarsi accompagnato con le scarpe prodotte sul territorio UE. Se la nostra proposta verrà approvata, avremo maggior sicurezza che questo avvenga anche per ciò che viene importato dai paesi fuori dai confini comunitari, a beneficio della salute di tutti noi”.
Il maggiore esempio della continuità dell’impegno di ANCI su questo fronte è inoltre la promozione fattiva da parte dell’Associazione delle attività di CIMAC, il laboratorio di ricerca certificato che da anni lavora con enti pubblici e privati per effettuare test di laboratorio, anche al fine di individuare eventuali sostanze tossiche.
“Non è certo una novità dire che ANCI è in prima linea per contrastare i pericoli ai quali il consumatore può essere esposto – conclude il presidente Artioli. Così come non è la prima volta che abbiamo modo di sottolineare che le calzature prodotte a bassissimi costi possono portare grandi rischi per la salute e per l’ambiente. Troppo spesso infatti alcuni prodotti, e in particolare quelli provenienti dai paesi asiatici, non sono allineati alle normative europee che regolano l’uso delle sostanze tossiche. Per contro, le calzature prodotte in Italia garantiscono il rispetto delle normative comunitarie e, quindi, della salute di chi le indossa e dell’ambiente”. |