PREMIERE VISION LO SPIRITO DELLA STAGIONE PRIMAVERA ESTATE II
Senza disperdersi la stagione si apre per proiettarsi nel domani. Rimescola le carte dei tempi della Moda per costruire insieme soluzioni più naturali, più semplici, più giuste. Spinge per andare verso un altro presente per scelta, per ricevere allegramente la leggerezza del futile, ciò che resta del sogno, la freschezza dell’energia fantasiosa.
Diventa più ricca per coltivare la pertinenza delle mischie a scapito del 100%, esalta l’inimitabile e genera delle alleanze profonde tra generi e stili. Accentua le dissonanze gioiose per sbocciare in priorità limpide dove il visibile cura l’invisibile, dove il tattile perfeziona il fine. Fertilizza la sorpresa, trasmette il rischio positivo e immagina una nuova natura, strana e meravigliosa, benefica e futurista.
Ravviva il sapore dell’eleganza relax e conferma la potenza creativa dei tessitori per creare delle linee fluide e dense, vive e deliziosamente materiali. Una stagione come un motore potente, consistente e leggero, per negare la monotonia e presentarsi alla luce del sole.
2. LA GAMMA Captare l’energia del colore-luce per uscire dall’ombra e aprirsi ad una stagione dinamica. Optare per la visibilità e sorprendere senza disturbare, senza turbare, con volontà e sensibilità.
Colori luminosi, chiari, vivi e mossi che abbracciano con determinazione universi radiosi: vivi floreali, pastelli artificiali, gelatine colorate, acquosi limpidi, pelli fresche, luminosi sintetici. Mettere in colore le linee, minuziosamente, ampiamente, abilmente. Coltivare i contrasti tra il peso dei materiali e l’intensità dei colori, materializzare i chiari, smaterializzare gli scuri. Utilizzare trattamenti e lavaggi sottili per fare sbocciare un’opacità nobile e viva. Proscrivere l’uniformità con una gamma che si presta ai giochi d’assemblaggio con dei multicolori stridenti, monocromi splendenti, cammei languidi.
3. I TESSUTI COLORARE E COLORIRE Mettere in colore, Unire le tecniche, impregnare, applicare, grattare, togliere. Ravvivare le coloriture e far sbocciare una vegetazione artificiale tinta d’iper-realismo. Giocare con le armonie fresche e dissonanti e far stridere le distese di fiori, le righe ed i quadri fazzoletto. Materializzare i chiari, coltivare i contrasti tra il peso della materia e la leggerezza del colore. Illuminare i fondi più pesanti. Abbinare luminosità e rudezza, schiarire i tweed e le tessiture grezze. Arricchire il pallore delle sottili irregolarità liniere. Sbiancare i cotoni robusti, lavare i cupro e le sete cascanti.
Smaterializzare i vivaci, dare presenza ai pesi piuma grazie all’intensità del colore. Colorare le trasparenze, gli organza e i millefogli traslucidi. Pigmentare ad oltranza pizzi impalpabili e ricami delicati. Vivificare i cotoni coesi, i taglia-vento sintetici, le maglie e i serici extra sottili e opachi.
3.1 I TESSUTI SCELTE INCISIVE Scegliere, rompere con la tradizione, spezzettare riferimenti classici e folcloristici per farne humus fertile. tagliare i disegni, spezzare i codici visivi, frazionare righe “transat” e quadri, decomporre i disegni nautici e principi di Galles. Sezionare le geometrie, far esplodere i motivi. Frammentare i tradizionali etnici, disegni cashmere e arabeschi in sfasamenti ironici. rompere la regolarità, macinare le superfici lisce.
Elaborare sgualciture discrete con pieghettature interrotte più volte. Lavare e delavare meticolosamente. Perfezionare gli effetti di sfumature in doppie tinture, corrodere il colore e la lucentezza. Mettere parzialmente in rilievo le superfici, animare i cotoni e i denim compatti, i lini densi e le sete crepitanti con fili bottonati e “bourrette” sottili. Rimuovere la solidità, maltrattare i robusti, i pesi densi come gli ultra leggeri. Accidentare gli aspetti cuoio, i denim, i cotoni e le drapperie compatte con lacerazioni precise, spalmature piazzate. 3.2 I TESSUTI FLUIDIFICARE Far emergere la materia tessile del liquido. Simulare l’acqua sotto ogni aspetto, esplorare le sue profondità, i suoi mulinelli, i suoi riflessi, il suo scompiglio, la sua limpidezza. Cercare delle sensazioni acquose, le mani fluide, gli aspetti liquidi. Tonificare la fluidità, con dei crêpe per drapperie e serici fluidi e sobbalzanti. Spingere la morbidezza, alleggerendo senza sfibrare. Dare carattere alla fluidità anche in superficie, vestirla di fremiti e di micro ondulazioni. liquifare le lucentezze, dare un’apparenza liquida alle lucentezze. Plastificare, vetrificare, laccare, spalmare, cinzare e provocare dei riflessi limpidi, palustri o petrolio.
Suggerire l’umidità con superfici gelatinose, gommose, oleose e siliconate. immergere i decori, annegare i fiori, confondere la vegetazione, far perdurare la confusione tra astrazione e floreale, collegare densità e trasparenza. Inabissare per tratteggiare paesaggi acquatici meravigliosi, ritrascrivere senza descrivere la stranezza di una natura sottomarina eclatante.
3.3 I TESSUTI MUTARE Costruire con dolcezza intorno al corpo, abbellirlo, correggerlo, avvolgerlo, accompagnarlo. Creare una bolla d’intimità con le mischie dei materiali, fare del capo un involucro aderente, una corazza amichevole, coprirsi per non essere sovra-esposto e proteggersi con grazia. Corteggiare la flessibilità, addolcire l’ultra “stretch” per accompagnare e sagomare delicatamente. Curare le mani dei bi-elastici, cercare sensazioni epidermiche, cremose, smerigliate o silicone. Gonfiare le strutture, elaborare corazze estive dalla leggerezza voluminosa. Costruire armature in rilievo e “piqué” tipo gomma. Inserire l’aria nei tessuti puntare ad una rotondità docile e senza peso: jacquard effetto ovattato, goffrati, costruiti come un’architettura, ricami gonfi, trasparenze strutturate, maglie e doppie tessiture 3D.
4. LE ATTITUDINI OPULENZA GIOVANILE Ritrovare un’anima d’adolescente, subire il fascino dell’ambiguità tra fragilità e impertinenza, provocazione e seduzione. Navigare tra cultura di strada e “cult couture”. Osare incontri esplosivi tra nobiltà e “street wear”, tra la preziosità serica e foga del “tag”. Ispirarsi alle mostre collettive di artisti per comporre insieme pezzi eccezionali. Ritrascrivere l’emozione dell’istante, tratteggiare, con matite colorate, giocare con “collage” e combinazioni fatte di parole e numeri. Abbinare pizzi, ricami e jacquard agli artificiali, ai sintetici plasticosi, alle gomme ai siliconi. Creare delle passerelle tra lusso e ludico, tra naturale e ingegnosità tecnica con mani straordinarie e tatti sorprendenti.
FORMALE RINNOVATO Trattare la serietà con frivolezza e non ingombrarsi di tabù. Disegnare un’eleganza rinfrescata e rilassata. Rallegrare il completo con delle drapperie dagli accenti cotonieri e dalle mani leggere. Adottare le mercerizzazioni sulla lana, ibridare la drapperia, rilassare lo “shirting” chic, sviluppare aspetti delavati ultra discreti, tessuti non stirati e pigmentati su qualità ritorte o compatte. Far deviare le cravatte, osare la fantasia, la stampa e il colore per un formale fiorito.
LANGUORE A BOLLICINE Incantare il quotidiano con disinvoltura ed energia. Abbellire la realtà come negli anni 50, far sognare con disegni figurativi dalla semplicità incantevole, dalla nettezza artificiale. Accentuare il sapore delle linee con la morbidezza dei cotoni “sportswear”, l’elasticità dei falsi uniti, i rilievi dei tweed freschi. Colorare con dissonanze ironiche le righe nautiche e i quadri micro. Mischiare i bad boys dall’aspetto deliziosamente scuro con la freschezza dissonante e ornamentale. |